lunedì 11 agosto 2014

Gli "AOUDS di Pierre MONTALE" (irrinunciabili compagni estivi)

Durante il periodo estivo sempre più sinonimo di caldo afoso, se per la maggior parte delle persone la proiezione e la persistenza degli eau de parfums aumenta prepotentemente divenendo ai più insopportabile a causa della forte sudorazione, per la sottoscritta il problema è stato sempre l’opposto, ovvero, non esiste profumo che  sulla mia pelle persista più di qualche minuto, almeno questo fino a qualche anno fa, quando ho scoperto un elemento olfattivo a me del tutto sconosciuto, l' aoud/oud/oudh o agarwood: una resina aromatica e scura tanto rara quanto pregiata e costosa, che si addensa e si incorpora  nel durame degli alberi che crescono nelle foreste del sud est asiatico, tra la Thailandia e la Cambogia. La   responsabilità del suo peculiare aroma è imputabile  ad  un fungo che cresce sulla corteccia quando viene infettata da un batterio particolare, anche se per sviluppare quell'aroma  occorrono due anni, e per la raccolta degli alberi ne occorrono altri otto per poi procedere dapprima alla macerazione in acqua dei trucioli di legno ed in un secondo tempo alla distillazione: è  un elemento talmente costoso da essere chiamato,
 L'Oro Nero della Profumeria! 

 Il suo profilo aromatico è unico, oserei dire greve e potente: boisèe, cuoiato, animalico, medicinale, uno degli odori più ancestrali del Medio Oriente,  ma sono proprio queste le caratteristiche che lo hanno reso nell’ultimo decennio il protagonista indiscusso della profumeria artistica (e non); per la sua grande versatilità si amalgama con  altre materie prime siano esse fiorite , fruttate o di altra natura, dando vita a composizioni olfattive di rara e inebriante bellezza,  fino al punto di evocare le magiche atmosfere  della cultura medio orientale così ben descritte nella famosa raccolta di novelle le Mille e una Notte.
 Sottolineando ancora una volta quello che può essere la forza di una fragranza, la sua capacità di proiettarti  in mondi lontani e visualizzare grazie alla nostra potente immaginazione quelle realtà di cui veniamo a conoscenza attraverso i libri, non esiste essenza olfattiva più adatta durante il gran caldo  , poiché a contatto della pelle questa nota legnosa così particolare e lontana anni luce dal nostro mondo occidentale, sprigiona una magia assolutamente unica conferendo profondità e spessore alle fragranze a seconda della natura degli altri elementi olfattivi con cui si combina.

Fu grazie ad un’amica dell’ Adjiumi Niche Perfumes che ebbe la grande generosità e pazienza di inviarmi quasi tutti, se non tutti i samples della collezione degli Aouds di Pierre Montale  onde illuminarmi sulle qualità e caratteristiche intrinseche di tale materia. Devo dire che l’inizio non fu dei più eclatanti, poiché tutto cominciò durante la stagione fredda, che a mio parere decreta la morte e la mancata apertura sulla pelle di questo elemento olfattivo allora sì raro e inconsueto .


  •  Ebbi la rivelazione solo durante il gran caldo estivo dapprima con Red Aoud che al mio naso, aveva il profumo dei pop-corn e del burro caldo, poi con         Velvet Aoud che con il suo fiore di tiarè, baccelli di Vaniglia e l’intensità dell’Ylang-Ylang  aveva il potere di cullarmi verso isole lontane, anche se ebbi la folgorazione con White Aoud,  uno dei più belli e delicati di tutta la linea, morbido vellutato e serico al tempo stesso con un’apertura leggermente medicinale. Il suo colore è decisamente il bianco, poiché la vaniglia dà il meglio di sé, senza connotazione gourmandise, da essere quasi polverosa. Aoud e vaniglia fanno sì che la rosa di damasco  si vesta di una candida e delicatissima sensualità innocente grazie al calore dell’ambra che regala inaspettata e inusitata cremosità alla fragranza. Personalmente trovo che White Aoud  funga da passepartout per tutti gli altri Aoud di Montale che hanno un’apertura all’apparenza più aspra come Aoud Purple Rose con Rosa di Taif , l’Attar con rosa bulgara e legno di sandalo e Aoud Roses Petals con Tea Rose, geranio e sfumature 

    speziate. Mentre Aoud Queen Roses è perfetto da solo, con le sue note di testa forti e medicinali, da aggredire anche i nasi più abituati e che può destare molta perplessità in coloro  che non sono avvezzi all’aoud, ma con il passare delle ore e grazie al calore della pelle si rivela una magnifica rosa, all’inizio un po’ oscura con sfumature terrose e legnose per divenire poi sempre più luminosa, raffinata, sensuale ed elegante, ed infine vellutata, l’ideale per le lunghe e calde notti d’estate. Ho tentato anche con Aoud Damascus, bellissima, ma troppo spigolosa per me. Grazie all’Aoud e non solo, ormai la rosa ha perso quella connotazione un po’ saponosa e bon ton per educande, per diventare icona  moderna, stilosa e di gran classe che guarda al futuro.               continua.........
http://www.tuttartpitturasculturapoesiamusica.com/2012/05/lauri-blank-american-romantic.html


  

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